Maggio 29, 2007...11:13 pm

Bologna 28 maggio 2007:gerani per Lidia

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Bologna 28 maggio 2007

Cara Lidia,

abbiamo pensato, noi, le
“staffette” del Nord Ovest della Carovana contro la guerra, per il
disarmo e la pace, diretti a Rimini, di sostare a casa tua, a Bologna,
e di portarti questa pianta di gerani, simbolo di durata e di
resistenza, per ringraziarti con affetto e con stima di quello che hai
donato alla nostra impresa comune pacifista.
Il caso ha voluto che,
per te, giovane sindacalista precaria, il metterti in cammino con
destinazione finale Roma, 2 giugno, abbia significato, in senso
proprio, rischiare la vita, spezzando progetti e speranze tuoi e dei
tuoi cari, facendo venire a nmancare il tuo contributo alla lotta per i
diritti e per la giustizia sociale.
Avresti dovuto unirti a noi a
Vicenza per proseguire insieme il percorso che avevi iniziato a Trieste
il 19 maggio.
Ti aspettavamo a Ghedi, il 23 maggio, sulla nostra
Station Wagon, messa a disposizione dallo Studio 3R. Al cellulare non
rispondevi. E’ stata Valeria di Milano a darci la triste e sconvolgente
notizia: eri rimasta vittima di un incidente a catena, tra Bologna e
Modena, coinvolgente diverse vetture, causato dal solito colpo di sonno
del camionista “negriero di se’ stesso”.
Uno sventurato ci ha rimesso
la pelle. La tua macchina era stata ridotta a un cartoccio di lamiere.
Delle tue reali condizioni di salute non avevamo precisa cognizione e
temevamo anche il peggio. Ricoverata in ospedale: quanto gravi
avrebbero potuto essere le sue ferite?
Ora sappiamo che, tutto sommato,
l’hai scampata e che , in un mesetto, in una tranquilla convalescenza
casalinga, passata a curare il trauma cranico, grazie al cielo, ti
rimetterai. Te lo auguriamo comunque con tutto il cuore.
Noi
riprendiamo il viaggio, più consapevoli della fragilità e precarietà
delle nostre esistenze, per il fatto stesso ancor più ragguardevoli e
preziose: uniche, come quelle di qualunque altro essere umano, degno di
potere giocarsi fino in fondo la carta della vita, anche se nato nei
Paesi in cui bombardiamo o lasciamo bombardare per “esportare la
democrazia” in cambio di petrolio.
Ora sappiamo con più cognizione di
causa che un’altra guerra si sta combattendo: sono i morti per
incidenti stradali, circa 6.000 all’anno in Italia, 700.000 nel mondo,
sacrificati al Moloch della “civiltà” dell’auto e del petrolio, di quel
consumismo individualistico che, se non arrestato, trascinerà il
Pianeta intero nella catastrofe ecologica.
Questa e’ un’altra storia
rispetto alla nostra resistenza alla militarizzazione?
Proponiamo di
rifletterci un po’ tutti, durante questa stessa Carovana…
Per
l’intanto, Lidia, ricevi il nostro solidale abbraccio

Alfonso, Julio e
Turi

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